David Sarti Lifestyle

the Key element in every outfit: T-Shirt

David Sarti Lifestyle

Here we are with the last part of the editorial with David Sarti!

We talked about the tipical "Made in Italy"'s Style but now it's time to completely change the topic. We are going to discuss a key-piece of every outfit casual-oriented: a T-Shirt.

We saw many many outfits ruined by the "too much": too much colors, too much textures, too much accessories. Sobriety is king Queen.

A T-Shirt is the quintessence of the lighthearthness and semplicity. It's the center of a comfort look that don't want to give up on style.

It's amazing to think about how something so simple can have such a wide range of communication capabilities. Not only a commercial spaxe for a logo or brand
IT's a white canvas where the designer or the stylist can express himself freely.

Nata come underwear, sdoganata come capo preferito dai lavoratori ( da cui il suo nome, T-shirt - Training Shirt ) e infine celebrata come indumento in grado di "fare l'outfit da solo".

La sua rinascita come indumento di stile unico ha una data precisa: il 1951.
Nei cinema di tutto il mondo arriva "Un tram che si chiama Desiderio" in cui Marlon Brando con il suo carisma e la sua interpretazione di Stanley Kowalski eleva una semplice T-shirt a vero proprio strumento dell'espressione di sè


E' arrivato ora il momento della consueta intervista con il nostro ospite!

V: Nella nostra intervista con Raroika abbiamo accennato a come, nel corso degli anni, la moda sia stata un veicolo importante di comunicazione e messaggio sociale. Pensiamo soprattutto ad un capo in particolare: la t-shirt. Un capo quotidiano, semplice, immediato e quasi essenziale.
Eppure basta anche solo una scritta, un logo ed una maglietta bianca diventa una tela, un supporto importante per l'espressione di un messaggio. Ci sono brand che ti hanno colpito per questo tipo di comunicazione?

D: E' incredibile pensare a come una semplice t-shirt possa avere tutto questa capacità espressiva ma è anche impossibile negarlo. Basta una grafica particolare o anche solo una scritta per trasformarla in un capo incredibile e di assoluta tendenza.
A me personalmente piace molto lo stile di Bastille che rappresenta personaggi storici importanti sui suoi capi ma adoro anche portare semplici magliette aderenti con scritte o loghi stampati sul davanti come quelle di Adidas o Balmain Paris.

V: Parlando di outfit semplici ma che non rinunciano al gusto ed allo stile, quali sono le tue scelte obbligate?

D: Guarda io adoro vestirmi con uno stile sobrio ma senza rinunciare allo stile. Anche quando i vari impegni ti costringo a fare tutto in fretta non rinuncio mai ad un jeans, o in alternativa un pantalone, abbinato ad un maglioncino girocollo con toppe sui gomiti. Completo spesso l'outfit con una sneaker tassativamente comoda e dai colori accattivanti.

V: Con il prossimo Guest Stylist torneremo a parlare di streetwear e cultura Youth. Abbiamo già parlato di questi veri e propri fenomeni culturali nei nostri editoriali ma ci piacerebbe conoscere la tua opinione in merito. Credi che l'intero movimento sia in calo o pensi che ci sia ancora un reale interesse dettato dai messaggi espressi piuttosto che dal semplice concetto "lo streetwear fa rumore"?

D: Credo che l'interesse verso tutta la cultura Youth e Streetwear sia basato sull'intensità e la contemporaneità dei temi trattati. Personalmente ci vedo molte possibilità dal punto di vista della comunicazione come dell'espressione di sè. Lo streetwear mi permette di cambiare in base alle occasioni anche perchè mi annoio tremendamente a vestirmi allo stesso modo. Le possibilità sono davvero ampie visto che a brand streetwear affermati si sommano continuamente designer emergenti capaci di andare a completare un mercato che sembra non si possa mai saturare. Credo che continuerà a stupirci ancora per un bel po'.

V: Siamo ormai giunti all'ultimo appuntamento della nostra collaborazione. Come ti sei trovato nel ruolo di Guest Stylist?

D: Ti dirò che ci ho preso gusto! Attualmente ho davvero molto impegni e sto cercando di portare avanti tutti i miei progetti ed interessi che non si soffermano solo sul mondo moda. Devo ammettere però che voi con le vostre idee innovative ed i capi splendidi che ho potuto indossare e provare sulla pelle mi avete fatto avvicinare ancora di più a questo fantastico mondo.

V: E'stato un piacere averti nostro ospite. Siamo felici di aver portato l'attenzione dei nostri lettori su di un influencer come te. Sei il perfetto esempio di equilibrio tra stile e semplicità. Raccontaci quali sono i tuoi progetti per il futuro!

D: Sono concentrato sui tanti progetti all'orizzonte ma spero che la televisione possa diventare un mio habitat lavorativo ricorrente. Attualmente lavoro in un agenzia pubblicitaria e studio comunicazione.
Il mio sogno sarebbe quello di avere una rubrica in TV tutta incentrata sul Made in Italy. Sarebbe la realizzazione di tutti i miei sogni: viaggiare, fare ricerca e stare a contatto con la gente, raccontando le loro storie.

L'intervista finisce qui. Speriamo che le foto e l'intervista vi siano piaciute come al solito.

Ringraziamo David per la sua disponibilità e vi invitiamo a seguire il nostro Guest Stylist sulla sua pagina instagram.

L'appuntamento con la rubrica "Guest Stylist" è solo tra qualche giorno! Vi presenteremo un vero e proprio vulcano di creatività: Federica Pessina.

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